Fedeltà creativa e nobile semplicità nella liturgia

LE PRINCIPALI MODIFICHE DEL RITO EUCARISTICO.

La pubblicazione della nuova traduzione del Messale Romano e l’assunzione della traduzione dell’Ordinario della Messa nel Messale Ambrosiano impegnano tutte le comunità a celebrare con questi nuovi testi.
Le modifiche introdotte meritano di essere oggetto di una specifica istruzione del popolo cristiano per una proposta di formazione a entrare nella celebrazione con la disponibilità lieta e grata perché lo Spirito trasfiguri e faccia dei molti un cuore solo e un solo spirito.
In particolare, recepire la nuova traduzione del Padre Nostro, preghiera di ogni giorno e di ogni ora del giorno, è un esercizio di attenzione e può essere un’occasione per una rinnovata intensità della preghiera
(+ M. Delpini Il mistero dell’Incarnazione del Signore)

1
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato […]
E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, […]

La formula penitenziale «Confesso a Dio…» prevede il modulo inclusivo “fratelli e sorelle” (opportuno anche nelle varie monizioni lungo la celebrazione), che risponde alla sensibilità ecclesiale e civile odierna e a preciso criterio di verità infatti la normale assemblea liturgica è composta di uomini e donne.

2
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore.

La variante dipende da un motivo squisitamente biblico infatti nel vangelo di Luca il canto degli angeli usa l’espressione «agli uomini della sua benevolenza» (Lc 2,14).

3
Scambiatevi il dono della pace.

La “ pace” (nome dato al Messia-Cristo dai profeti e dalle lettere apostoliche) è anzitutto un dono che scende dall’alto, prima che un gesto o un impegno di noi umani.

4
Padre nostro, che sei nel cieli,
sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

La scelta di questa nuova traduzione (quella ufficiale della Bibbia CEI 2008) vuole evitare l’equivoco che il Padre spinga e provochi alla tentazione, e intende esprimere al contrario la duplice richiesta di «essere preservato dalla tentazione» e di «non essere abbandonato alla
forza della tentazione»

5
Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo.
Beati gli invitati alla cena dell’Agnello.

L’invito alla comunione, che lascia invariata la risposta dei fedeli «O Signore, non sono degno…» è in linea con l’originale latino e così mette in primo piano la dichiarazione circa l’identità del pane consacrato.