dal 9 al 17 luglio – Mostra “Associazione Musica nel Mondo”

presso lo spazio espositivo “La Bottega”.

Mostra a cura di Eugenio Alberti Schatz e Amici della Cultura.

Guem Muk Lee è nato nella provincia di Guanjoo nel 1972.

Si è laureato presso l’università di Gachun nella facoltà di scultura ambientale.​

Dopo la laurea ha lavorato in una bottega del vetro, praticando anche​ l’insegnamento. Successivamente ha deciso di venire in Italia dove ha studiato ceramica presso la “Scuola Cova”.
L’artista ha provato diverse tecniche con particolare interesse verso la pittura.
Mentre stava dipingendo con motivi di forno di ceramica tradizionale coreana, ha incontrato il gallerista Jean Blanchaert e nel 2004 ha avuto la prima mostra personale al “The gallery” di Milano. Nel 2005 una nuova mostra personale al “The gallery” negli USA a Richmond ed altre due nuove mostre personali nel 2008 e nel 2010 al “Blanchaert gallery”. Inoltre, ha partecipato a diverse mostre di gruppo e di Performance organizzate dal critico dell’arte Philippe Davero (fondazione FAI).

Nel corso degli anni ha avuto diversi momenti di pausa, dovuti a difficoltà di scelte artistiche; rendendosi conto che era necessario studiare ancor di più la pittura ha deciso d’iscriversi presso l’accademia di Brera per un master in pittura, diventando allievo del maestro Cingolani.

L’artista esprime la propria identità e la propria quotidianità con la pittura, come coreano in Italia, come Cristiano, e come figlio ma allo stesso tempo come padre.
Soprattutto a causa della pandemia, l’imprevedibilità nel modo di vivere ha dato valore alla quotidianità e per questo dipinge dei momenti della sua vita di ogni giorno da un punto di vista cristiano.

Premi e curriculum della mostra​:
1999 – 43th Jungang competizione artistica premio speciale​.
2000 – prima competizione di scultura di vetro premio eccellenza​.
2004 – The gallery​ la prima mostra personale​.
2005 – The gallery negli USA in Richmond la seconda mostra personale.
2008 – Janblchart gallery la terza mostra personale.​
2010 – Janblchart gallery la quarta mostra personale.

Yojin Rah è nata a Seoul nel 1972.

Ha studiato il canto lirico a Seoul e a Melbourne in Australia.​

Si è sposata a Milano.

In Italia ha cominciato ad avere interesse per la cultura tradizionale coreana di Gyubang (artigiano femminile del salotto).
Ha organizzato piccoli corsi e laboratori presso la scuola di lingua coreana per la comunità coreana. Recentemente ha presentato un articolo sulla tecnica di nodi per fare oggetti ornamentali per una rivista inglese mensile artigianale “Molliemakes”

E’ riuscita a percepire la bellezza e la peculiarità coreana lontana dalla propria terra d’origine e vivendo, per lungo tempo in occidente, ha ottenuto dei nuovi gusti e colori che si sono mescolati con la propria creatività.

Creatrice di questi oggetti usa la tecnica tradizionale senza fare una riproduzione di reliquie e nemmeno un’arte sensazionale, ma facendo come nella nostra tradizione artigianale femminile di “Bojagi” e nodi, oggetti belli e allo stesso tempo utili.

Le sue creazioni sono propri desideri di ricerca della bellezza e della necessità di un aspetto “modern nomad”.


ORARI APERTURA
da Sabato 9 a Domenica 17 Luglio 2022

INAUGURAZIONE: Sabato 9 Luglio ore 17.00

Lunedì chiuso
da Martedì a Giovedì dalle 10.00 alle 12.30
da Venerdì a Domenica dalle 17.00 alle 20.30

Ingresso libero nel rispetto delle norme anti-Covid vigenti.


COME RAGGIUNGERCI

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EVENTI CULTURALI COMUNITÀ SAN FRANCESCO – PRIMAVERA / ESTATE 2022

Il presente evento rientra nell’ambito degli eventi culturali organizzati dalla Comunità Pastorale San Francesco per la primavera / estate 2022.

«È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla “via della bellezza” (via pulchritudinis). Annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove. In questa prospettiva, tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù. Non si tratta di fomentare un relativismo estetico, che possa oscurare il legame inseparabile tra verità, bontà e bellezza, ma di recuperare la stima della bellezza per poter giungere al cuore umano e far risplendere in esso la verità e la bontà del Risorto. Se, come afferma sant’Agostino, noi non amiamo se non ciò che è bello, il Figlio fatto uomo, rivelazione della infinita bellezza, è sommamente amabile, e ci attrae a sé con legami d’amore. Dunque si rende necessario che la formazione nella via pulchritudinis sia inserita nella trasmissione della fede. È auspicabile che ogni Chiesa particolare promuova l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali, al fine di trasmettere la fede in un nuovo “linguaggio parabolico”. Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali, e comprese quelle modalità non convenzionali di bellezza, che possono essere poco significative per gli evangelizzatori, ma che sono diventate particolarmente attraenti per gli altri».
Papa Francesco Esort. ap. Evangelii gaudium n.167