El cariño de Dios

El Cariño de Dios

don Alberto: Parola, Missione, Giovani

Una foto (tra le poche, perché don Alberto non aveva il culto della propria immagine) che lo ritrae in un momento pubblico del suo calvario: in tribunale, per rispondere a un’assurda denuncia in seguito a una predica del 2016. Ma proprio per evitare che sia questa immagine distorta a prevalere in questi momenti, ecco poche righe che intendono restituirne la memoria buona alla nostra comunità. Sicuramente non ce n’è bisogno, visto il bagno di folla e di affetto che mercoledì scorso ha accompagnato l’ultimo saluto. Tre affetti sintetizzano i 57 anni del suo ministero sacerdotale.

Parola: è stato il suo vero e prioritario amore, di cui lui stesso ringrazia Dio nel testamento. Di averla potuto incontrare, approfondire, annunciare. Una Parola di Dio fatta carne: quindi una persona, non lettera sepolta tra le pagine morte di un libro o dottrina da accostare intellettualmente. E proprio perché viva, sempre attuale, in grado di orientare la vita e di giudicarla.

Missione: non un “pallino” originale del prete che ha donato tanti anni del suo ministero come missionario “fidei donum”, ma una questione di coerenza con il Vangelo creduto e annunciato. Bene lo ha sintetizzato il vescovo Mario, affermando che don Alberto “ha avvertito una indissolubile continuità tra la parola di Dio e l’urgenza di una parola profetica, tra il mistero di Dio e l’urgenza di soccorrere i poveri che sono cari al cuore di Dio”. E la parola profetica – lo sappiamo bene – assume spesso anche i toni duri della denuncia e dell’urgenza di convertirsi.

Giovani: è il terzo (ma sicuramente perenne!) affetto di don Alberto. Le vicissitudini e le contrarietà della vita glielo avevano acceso in cuore. Generazioni di ragazzi e di giovani educati alla fede e alla vita di impegno e responsabilità, in primis gli scout di ben quattro gruppi (Cantù, Mariano, Paina e Inverigo), ai quali ha dedicato tempo pieno, passione, salute… e tanto altro! Forse perché li considerava le creature più fragili e bisognose di essere maneggiati con cura. Alludendo al saluto dei fedeli della sua ultima parrocchia del Perù, commosso, amava ricordare questa espressione: “Don Alberto ci ha lasciato il suo cariño”. È la “tenerezza” del genitore, riflesso dell’unico Padre che tutti noi desideriamo di avere.

Solo chi non lo ha conosciuto e mai incontrato ha avuto l’ardire di sentenziare che don Alberto avrebbe potuto avere sentimenti contrari, fino all’odio! Tutto questo per amore di verità, secondo il dettato evangelico: “Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto” (Lc 12,2).

“Ricorda la promessa fatta al tuo servo
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nel dolore:
la tua parola mi fa vivere.”
(Salmo 118)

Leggi il messaggio dell’Arcivescovo, disponibile sul sito “Chiesa di Milano” –> clicca qui

Lunedì 31 gennaio 2022 è morto don Alberto Vigorelli

Nato a Locate di Triulzi (MI) il 27/05/1939

Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 19/09/1964

Dal 1964 al 1967 Vice Rettore del Collegio Arcivescovile di Cantù

Dal 1967 al 1968 Vicario parrocchiale a Castiglione Olona

Dal 1968 al 1975 Vicario parrocchiale a Casirate Olona, poi Parroco fino al 1978

Dal 1978 al 1991 Parroco a Cantù – S. Paolo

Dal 1991 al 1996 Parroco a Milano – S. Marcellina

Dal 1996 al 2000 Parroco a Segrate . Loc. Novegro – S. Alberto Magno

Dal 2000 al 2006 Fidei Donum in Perù

Dal 2007 al 2008 Vicario parrocchiale a Mariano Comense – S. Stefano Prot., poi residente