Sant’Alessandro – Storia

Gli abitanti di Perticato dovettero attendere fino all’anno 1900 per avere la loro chiesa. Anche in quell’occasione, con la generosità che i perticatesi avevano già dimostrato nel 1892 quando si trattò di costruire l’edificio scolastico, non esitarono a mettere a disposizione le loro braccia e i loro pochi risparmi, mossi da una devozione che aveva radici lontane.
La chiesa di Perticato, dedicata a Sant’Alessandro, fu eretta su un terreno donata dalla signora Emilia Prinetti, vedova del senatore Alessandro Besana, ed il card. Carlo Andrea Ferrari, a partire dal 12 Settembre 1900 diede il consenso per la celebrazione dei riti religiosi e la consacrazione dell’Eucaristia.
Fu il prevosto don Paolo Borroni a sollecitare quell’iniziativa, in considerazione delle difficoltà che gli abitanti della frazione erano costretti ad affrontare per partecipare alle funzioni religiose.
Inizialmente la nuova chiesa venne affidata ad un cappellano che periodicamente si recava in frazione per le funzioni religiose. Nel 1916 il cappellano don Pasquale Rossetti venne chiamato a prestare servizio militare ed in sua vece a Perticato giunse don Elia Dell’Orto, già parroco di Cimbro, che “… intenzionato di rinuncia alla parrocchia, faceva proposito di ritirarsi a Perticato”, come ci informa il cronista parrocchiale.
Gli abitanti della frazione, entusiasti di quella novità, accettarono la proposta di erigere la casa parrocchiale, usando per lo scopo la somma che già avevano raccolto per la costruzione del campanile. Anche in questo caso il terreno era frutto di una generosa donazione della signora Prinetti, così come per l’area destinata alla sagrestia.
Ora che a Perticato vi era la presenza stabile di un sacerdote, il prevosto don Gerolamo Colombo avviò le pratiche per il riconoscimento della nuova Parrocchia.
Le pratiche furono lunghe, ma finalmente il 26 Ottobre 1926, con decreto arcivescovile del card. Eugenio Tosi, la comunità di Perticato ebbe la sua Parrocchia, ed in frazione fino ad alcuni anni or sono vi era ancora chi rammentava come tutti si fossero tassati per la costituzione del Beneficio Parrocchiale.
In particolare merita ricordare come fatto curioso, ma molto significativo, la tassa sul vino: ogni bicchiere bevuto all’osteria era gravato di una piccola somma che andava ad aggiungersi alle offerte “Pro Parrocchia”!
Don Elia Dell’Orto morì il 15 Giugno 1933, e fu il primo perticatese ad essere sepolto nel nuovo Cimitero. I funerali del curato furono
“… un plebiscito di fedeli per onorare e venerare la salma per la stima che godeva meritatamente presso i suoi parrocchiani”.
A sostituire il defunto curato la curia milanese chiamò don Carlo Perego, originario di Cortenova Brianza, già coadiutore a Carimate.
Il nuovo curato giunse in frazione il 15 Ottobre 1933 ed a lui si devono molte iniziative, fra cui merita ricordare l’Asilo Infantile, gli Oratori Femminile e Maschile, l’ingrandimento e molte opere di miglioria della chiesa.