II Domenica di Avvento – I figli del Regno

Simbolo che accompagna il cammino della liturgia: I SANDALI

Vangelo
Lettura del Vangelo secondo Marco (Mc 1, 1-8)

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Riflessione sul simbolo: I SANDALI

“Viene dopo di me colui che è più forte di me:
io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali” (Marco 1,7)

I sandali sono l’espressione di un cammino: camminare, in questo periodo di Avvento, incontro al Dio che viene sulla terra e nasce uomo come noi. Non dimentichiamoci che questo Bambino nasce per esprimere l’amore traboccante di Dio sulla croce, che raggiunge e salva l’umanità intera. È la nuova ed eterna alleanza.
Si parla di Sinodo (fare la strada insieme) con la partecipazione di tutti, in cui lo Spirito sia protagonista.
Questo non per esigenze di stile, ma di fede. La partecipazione è un’esigenza della fede battesimale. Partecipare tutti: è un impegno ecclesiale irrinunciabile perché tutti abbiamo qualcosa da dare per la missione della Chiesa.
È un grande mosaico di fraternità, quindi occorre comunione, oltre alla missione ed alla partecipazione.
Papa Francesco sottolinea caldamente che non bisogna fare un’altra Chiesa, ma una Chiesa diversa, aperta alle novità che Dio vuole suggerire, mettendosi in ascolto del fratello, alle sue necessità ed esigenze, camminando con lo Spirito perché dello Spirito abbiamo bisogno, del respiro sempre nuovo di Dio che libera da ogni chiusura, rianima ciò che è morto …”
Accostiamoci ai nostri prossimi che provengono da tante strade e Chiese diverse, ascoltiamoli, diamo loro dignità e sicurezza perché, dal Battesimo, deriva l’uguale dignità dei figli di Dio, pur nella differenza di ministeri e carismi.
Come suggerisce il profeta Isaia: con l’Egitto, l’Assiria e Israele, anche noi saremo una benedizione in mezzo alla terra. Tutti i popoli loderanno il Signore perché come attesta S. Paolo, avremo la grazia di annunciare il Vangelo anche agli stranieri (i gentili), in quanto battezzati nella morte e risurrezione di Gesù, Figlio del Padre che ci dona il suo Spirito.