Anno Oratoriano 2022-2023

«SOSTARE CON TE» è lo slogan dell’anno oratoriano 2022-2023!

La proposta per l’oratorio 2022-2023 è «SOSTARE CON TE».
L’anno oratoriano si fonda sulla lettera pastorale «Kyrie, Alleluia, Amen» del nostro Arcivescovo Mario Delpini. Pregare per vivere è l’atteggiamento dei discepoli del Signore che vogliamo insegnare anche ai ragazzi e alle ragazze che frequentano l’oratorio.

«Insegnami a pregare» è la domanda, più o meno esplicita, che i ragazzi e le ragazze in oratorio rivolgono alle loro comunità educanti. È la domanda di chi vuole imparare a essere discepolo e chiede al suo Maestro come si fa. Nel Vangelo è questo che hanno domandato i discepoli vedendo Gesù pregare.
Noi che cosa risponderemo ai ragazzi? Forse diremo loro di fermarsi un attimo e di seguirci nella cappellina dell’oratorio e in chiesa. Entreremo insieme e inviteremo tutti a una sosta. Indicheremo un volto, quello del Crocifisso. Diremo che in quel momento e in quel luogo, il Signore è presente, nell’Eucaristia e nella sua Parola e anche nel nostro radunarci insieme «perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18, 20). Poi, quando dovremo pregare insieme, chiameremo Dio con il nome di “Padre…”.
A pregare così lo abbiamo imparato da Gesù, il Figlio di Dio venuto nel mondo, dal suo modo di pregare e da tutto quanto ci ha insegnato nel Vangelo, in riferimento al dono che abbiamo avuto del suo Spirito, per cui Dio ci è diventato così familiare e intimo da poterlo chiamare appunto con il nome di “Padre”.
La preghiera cristiana è fermarsi per incontrare Dio e chiamarlo Signore, Padre, Maestro, Amico, Fratello.

«SOSTARE CON TE» è la preghiera cristiana.
La preghiera cristiana è sempre una preghiera “con” Qualcuno, vissuta nella reciprocità come in un dialogo, non è ripiegarsi su se stessi ma rivolgersi all’Altro con una fiducia aperta, spontanea e totale ed è mettersi in ascolto, sfruttando il silenzio e lasciandosi guidare dalla voce dello Spirito Santo che prega in noi e per noi. È una preghiera “con” sia nella sua forma personale sia in quella comunitaria. I cristiani pregano da soli “nella loro stanza” e insieme agli altri, nelle case e nelle chiese, in oratorio o in ogni luogo dove possono ritrovarsi, celebrando e cantando, dando lode a Dio, chiedendo perdono e mettendosi in ascolto, invocando il suo nome per chiedere aiuto o ringraziandolo per i suoi immensi doni.

Chiederemo a ragazzi e ragazze di lasciarsi immergere dalla vita dello Spirito, trovando spazi e tempi di preghiera da vivere con costanza e attenzione, partecipando alla preghiera della comunità e alla vita dei sacramenti.
Diremo ai più giovani che pregare serve per vivere, che è qualcosa di «irrinunciabile come l’aria per i polmoni» (Mario Delpini). Lo è per non essere soli nel cammino, per orientare le proprie scelte e crescere come discepoli di Gesù, perché siamo chiamati a questo.
“Sostare con te” è l’atteggiamento di chi si ferma e si lascia immergere dalla luce dello Spirito e lascia che sia Lui a entrare nelle trame della vita per darle la linfa, così come un albero con il tronco e i suoi rami.

«SOSTARE CON TE», l’Oratorio è casa e scuola di preghiera.
Dove i ragazzi e le ragazze oggi possono imparare a pregare? Con chi e grazie a chi? La scelta dell’anno oratoriano 2022-2023 “Sostare con te” impegna con più determinazione l’oratorio a farsi carico dell’educazione alla preghiera che non può svolgersi se non in un ambiente familiare. L’oratorio è questo ambiente, dove la confidenza e la familiarità sono di casa, fra le figure educative e i ragazzi. L’esperienza dell’animazione, del gioco, dei laboratori, dei progetti formativi non fanno che alimentare il clima di familiarità per cui l’oratorio è “casa”.
Dentro questo contesto possiamo insegnare a pregare, sapendo che forse nessun altro lo farebbe al posto nostro. Non è detto che nelle loro case i ragazzi preghino, non dobbiamo darlo per scontato. Spesso i genitori non ritengono che insegnare a pregare caratterizzi la loro missione, talvolta sono i nonni ad assumere quel compito, ma ciò fa sì che verso la preadolescenza alcuni possano ritenere la preghiera un atteggiamento infantile.
Eppure, la preghiera – e soprattutto lo stile della preghiera cristiana – ha bisogno di essere insegnata, attraverso una trasmissione da adulto a bambino o a ragazzo che è possibile solo in un clima di confidenza, fiducia, rispetto reciproco. L’oratorio oggi dovrebbe assumersi questo compito.

«SOSTARE CON TE» è un invito a vivere l’esperienza dell’oratorio come “oasi ospitale”.
in cui i ragazzi e le ragazze possano fermarsi e sperimentare i benefici dell’informalità, fatta di gioco, amicizia, allegria e spontaneità. Ci impegneremo affinché la sosta dei ragazzi in oratorio sia sempre vissuta in compagnia, non solo “fra pari” ma anche e soprattutto con qualche figura di riferimento che, grazie all’animazione, possa costruire un dialogo. Nonostante l’oratorio sia aperto a tutti e offra opportunità per il divertimento non è però un “parco giochi”. La differenza la fanno la possibilità di incontrare figure educative e una comunità educante che si prenda a cuore la vita di ciascuno, insieme all’opportunità di vivere proposte che impegnano a realizzare esperienze di diverso tipo, sempre con un chiaro riferimento evangelico.

«SOSTARE CON TE» e andare.
Sostare con Gesù ci aiuta a stare con gli altri. La sosta è sempre preludio di nuovi incontri e di un invio. La Missione è la vita naturale del discepolo del Signore, del cristiano che, anche se prega per se stesso, lo fa per affidare la propria vita e le proprie scelte al Padre. La sosta nella preghiera dilata il cuore e ci permette di preoccuparci della vita delle persone che ci sono accanto, dei dolori e delle sofferenze altrui, dei disastri e delle difficoltà che ci sono nel mondo. La sosta nella preghiera ci impegna a chiedere il dono della pace, ad esempio, e a lavorare per costruirla, anche nei nostri ambiti di vita. “Sostare con te” ci porta anche a gioire della vita, a condividere la gioia con gli altri, ad accorgerci della bellezza che abbiamo intorno e a moltiplicare sentimenti di perdono, rispetto, accoglienza.
La preghiera ci prepara così alla vita e ci fa vivere così come vivrebbe Gesù, così come vorrebbe che noi vivessimo.
La preghiera più alta nella quale impariamo a vivere è la Messa. Per questo l’invito rivolto ai ragazzi a partecipare alla sosta settimanale dell’Eucaristia in quest’anno si farà ancora più pressante e insistente. Mentre Gesù nella Messa consegna la sua vita, anche noi possiamo imparare a consegnare la nostra; mentre si fa nutrimento per noi, riceviamo la forza per compiere il cammino da percorrere nel quotidiano. Dopo una sosta con il Signore, tutto diventa nuovo e la prospettiva della vita cambia e ci manda, pronti a servire.


Fonte: Chiesa di Milano al link.